Roberto Ugliono, giornalista di Sprint&Sport, ha intervistato il nostro Riginelli facendogli alcune domande riguardo la sua giovane carriera da calciatore e sui passatempi scoperti durante questa quarantena.

Tra i profili del Gozzano che più si sono messi in mostra quest’anno c’è Cristian Riginelli. Attaccante classe 2001 originario di Trecate ed ex Aldini. Solamente cinque le reti messe a segno in questo campionato appena terminato, ma tra queste c’è una tripletta importantissima contro il Como che ha regalato il primo successo ai rossoblù. Oltre al calcio, Riginelli ha messo in mostra un altro talento, quello nel videomaking. Durante la quarantena ha montato il video di lui e i suoi compagni che si passavano, di casa in casa, un rotolo di carta igienica, rispondendo così a una sfida interna nella società.

Ciao Cristian, come proseguono allenamenti?
Diciamo bene. Il mister, il prof e i dirigenti si sono organizzati sin da subito per farci lavorare nelle migliori possibilità. Ci hanno dato subito delle schede per lavorare sui nostri punti deboli. A ogni allenamento ci filmiamo e lo mandiamo sul gruppo whastapp per far valutare il nostro lavoro.

Cosa ti manca di più del calcio?
La voglia di tornare è tantissima. Ogni cosa rotonda la calcio. Mi fa strano perché essendo concentrato sul calcio tutti i giorni io non ero abituato a stare a casa. Questa cosa mi manca. Mi mancano i compagni, divertirmi e sfogarmi.

Se dovessi valutare la tua annata, trova un pro e un contro.
Sicuramente mi è piaciuto come abbiamo interpretato l’anno e di come si è formato il gruppo, che è rimasto unito sempre nonostante le difficoltà. La classifica non è stata positiva d’altronde. Questo ci ha aiutato a crescere come persone. Noi ci siamo sempre allenati a mille, ma i risultati non sono mai arrivati e non ce lo meritiamo per come abbiamo lavorato. L’aspetto negativo sono stati i risultati.

A livello personale ti sei anche tolto lo sfizio di segnare una tripletta al Como.
Nel precampionato ero riuscito a fare diversi gol, poi in campionato è come se mi fossi fermato. Mi sbloccai a Renate, ma la situazione rimase immutata fino alla prima giornata di ritorno. Contro il Como sono riuscito a siglare addirittura una tripletta, fu una giornata perfetta, perché noi trovammo anche la prima vittoria stagionale. Dopo tutti i sacrifici di squadra che stavamo facendo, quella partita fu veramente emozionante. Era riuscito anche a conquistarmi un rigore, ma lo lasciai a Geno.

Al Gozzano sei arrivato dopo due anni all’Aldini. Quali sono state le difficoltà?
Io vivendo a Trecate non sono vicinissimo a entrambe le società, visto che ci metto un’ora per arrivare a Gozzano. Prendo il treno da casa con alcuni compagni. Due anni fa sono passato da una dilettantistica a una prof. Lo stacco un po’ si sente. Si percepisce subito che giochi in un campionato di livello, dove ci sono squadre organizzate. La mia fortuna è che l’Aldini, pur essendo dilettantistica, è veramente di spessore. Io sono grato a loro. Sarò di parte, ma loro sono una spanna sopra tutte. Quattro anni fa andai all’Aldini ed ero piccolo, tornavo da Milano tardissimo prendendo il treno. Ho fatto dei sacrifici, ma loro mi hanno convinto da subito.

La scorsa settimana abbiamo raccontato la tua attività da montatore di video, raccontaci meglio.
Diciamo che mi sono improvvisato videomaker. Sulla pagina Instagram del Gozzano ci hanno lanciato questa sfida le ragazze che si passavano la carta igienica a distanza. Io mi sono voluto organizzare per fare questo video, mi piaceva come idea. Ho scaricato un’applicazione e ho dato un po’ di indicazioni ai compagni, diciamo che mi hanno sopportato a stento.

 

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